In estrema sintesi…
si rischia di sbagliare troppo, quando si cerca l’estrema sintesi.
Io non cerco l’estrema sintesi, ma stavolta la userò per esprimermi. L’uomo ama le definizioni, quando sente una definizione fa sempre quello sguardo un po’ affascinato e sconvolto. Ma le definizioni sconvolgono perchè tagliano con l’accetta, non perchè dicono solo il vero.
Dicevo, è un rischio, e lo corro conscio di ciò che faccio.
C’è chi dice che Dio sia amore. Dio dice di essere amore. Ma se non rispetti uno dei suoi comandamenti, finisci all’inferno, tra fiamme e sofferenza perenne. Ti salvi solo se fai in tempo a pentirti. In quel caso, tuo è il regno dei cieli. E aggiungo che il Dio dei cattolici è talmente amorevole che se tu per sbaglio ne adori uno che non sia lui, lui (che è onnipotente) ti sbatte all’inferno. Un dio trasversale, capace di amare ed in modo onnipotente di punire i suoi figli.
Secondo me è una favola. Tutto quello che va oltre l’insegnamento è fanatismo. Diventa una violenza, integralismo che lascia macerie. Il pensiero libero è castrato, per definizione, anche quando moralmente corretto: Dio ha la risposta, è lui il tuo assoluto. Sei libero di non crederci, ti ha costruito pure il libero arbitrio. Ma se non lo ami e non condividi tutte le sue idee, ti spedisce all’inferno. Roba da matti
Queste favole hanno decisamente una dimensione che non meritano. Anche quella di Pinocchio è una storia didascalica e simbolica, ma tutti riconoscono che sia frutto di fantasia e arte. La storia delle religioni, invece, vuole rappresentare l’assoluto, con tutte le conseguenze devastanti del caso.